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Home Forum DISCUSSIONI GENERALI Partenariati (Ricerca partner) A cosa serve fare rete.

  • Questo topic ha 1 risposta, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 5 anni fa da L. Stabile.
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    • #1516
      G. Cappellino
      Amministratore del forum

      Il contesto di crisi socio-economica ha determinato l’esigenza di avviare rapporti di collaborazione con altri soggetti contribuendo a diffondere il concetto di “fare rete” in tutti gli ambiti di intervento incluso il settore turistico allargato. Ma cosa significa effettivamente “fare rete”?
      Da qualche tempo a questa parte, l’uso dell’espressione “far rete” ha cominciato a diffondersi anche nel vasto e variegato universo del settore turistico, per indicare una strategia di lavoro comune tra organizzazioni diverse, volta a “unire le forze” per conseguire obiettivi che, singolarmente, ognuna di quelle organizzazioni non sarebbe in grado di raggiungere. La consapevolezza dell’importanza del “lavoro di rete” si è ormai consolidata in molti settori sia dell’intervento sociale che della produzione economica: molte imprese si sono affiliate in reti inter-organizzative (cd RETI DI IMPRESE) per fronteggiare i cambiamenti e le sfide del mercato, per essere più competitive e per ridurre i costi di produzione; nei servizi sociali (per esempio) si sperimentano forme di integrazione degli interventi che prevedono la collaborazione di una molteplicità di figure professionali e di enti al fine di offrire prestazioni più efficaci rispetto alla complessità crescente dei bisogni sociali, familiari e personali.
      Inoltre, la stessa società civile si organizza in forme di mobilitazione collettiva che implicano livelli di interconnessione significativa tra soggetti, anche a distanza, circostanza che è facilitata e sostenuta dalla diffusione delle tecnologie della comunicazione mobile (internet e telefoni cellulari).
      Come si è detto, anche nel settore turistico si è cominciato da qualche tempo a prendere consapevolezza dell’importanza di “mettersi in rete”, con l’obiettivo di rendere più efficaci le attività delle organizzazioni. Tuttavia, ed è questa considerazione che ha animato la creazione della piattaforma PROGETTARE PER IL TURISMO, dobbiamo constatare che le esperienze ed i tentativi di fare sistema, pur essendo significativi in sé, ci sembra non siano ancora molto numerosi e che, “far rete”, costituisce ancora un obiettivo strategico da promuovere e diffondere. L’osservazione della realtà, mostra come le organizzazioni presentano ancora una ridotta propensione al lavoro comune e collaborativo, sia tra loro che, più in generale, con altre organizzazioni. Attenzione! Nella pratica, nessuna organizzazione opera in modo del tutto isolato: si potrebbe forse affermare, tuttavia, che ogni organizzazione in effetti intrattiene relazioni comunicative, o di cooperazione, o di scambio con altre organizzazioni e istituzioni ma spesso in forma esclusiva, cioè nella forma uno a uno. È questo il caso, ad esempio, delle convenzioni con gli enti pubblici o delle partnership progettuali, in cui spesso le forme di interazione si limitano al rapporto tra un soggetto e l’organizzazione capofila (e frequentemente in modo solo nominale).
      Una spiegazione di questo andamento, potrebbe essere questa: intrattenere le relazioni costa ed è faticoso.
      Come insegna la teoria delle reti sociali, l’incremento del numero dei nodi di una rete, cioè dei soggetti che ne fanno parte (coincidente con il considerevole aumento del numero di organizzazioni che operano sul territorio), rende più difficile mantenere la connessione tra i suoi membri, poiché gli sforzi che ogni soggetto deve fare per avviare relazioni con i “nuovi arrivati” non sono “sostenuti” dalle risorse disponibili. Per questa ragione, è molto più facile e conveniente rafforzare le relazioni e la collaborazione già avviate con pochi altri soggetti, di cui però ci si fida perché se ne conoscono le caratteristiche.
      Ecco dunque la risposta alla domanda: “LA PIATTAFORMA PROGETTARE PER IL TURISMO RAPPRESENTA UN LUOGO DI INCONTRO NELL’AMBITO DEL QUALE E’ FACILE E POCO COSTOSO ATTIVARE E MANTENERE RAPPORTI A LUNGO TERMINE CON I SOGGETTI DEL TERZO SETTORE ATTIVI SUL PROPRIO TERRITORIO”

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    • #1526
      L. Stabile
      Partecipante

      Concordo con l’impostazione.
      Aggiungo che, è noto come le “reti intenzionali” si creano e si sviluppano perché i membri ritengono di aver bisogno l’uno dell’altro per condividere e valorizzare i vantaggi dell’azione comune e, nel contempo, per realizzare i propri obiettivi; non si tratta, evidentemente, di un’idea particolarmente innovativa, eppure è proprio da questa semplice considerazione che si è sviluppata negli ultimi anni tutta la discussione sulla natura e sul funzionamento delle reti di tra operatori del terzo settore.
      Esse hanno la caratteristica di costituirsi intenzionalmente per il perseguimento di un interesse comune ai nodi della rete; inoltre, il perseguimento di tale interesse comune non impedisce, anzi favorisce, il raggiungimento di obiettivi specifici per le singole organizzazioni che compongono la rete, e genera un’identità collettiva mediante la condivisione di elementi comunicativi e simbolici all’interno delle dinamiche di interazione.
      Ne deriva che tali reti hanno confini che sono definiti dalle interazioni tra partecipanti alla rete stessa, i quali stabiliscono, attraverso le opportune dinamiche di negoziazione, le regole di appartenenza, e che in tal modo garantiscono a se stesse una certa continuità e stabilità nel tempo. Sono propri tali interazioni, ripetute nel tempo ed “in situazione” a generare i caratteri identitari, i valori e le norme che sono negoziati costantemente nelle “pratiche organizzative” sulla base della reciproca influenza tra gli attori nella rete e della posizione che essi assumono in essa.

      • Questa risposta è stata modificata 5 anni fa da L. Stabile.
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